Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Agrigento
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# Non tutto è “salvabile”: alcuni debiti restano fuori dal sovraindebitamento
Potrebbe sorprendere, ma la procedura di sovraindebitamento non è una bacchetta magica che cancella ogni debito. Questo perché il legislatore ha voluto tutelare diritti fondamentali — come quelli derivanti dall’ordine pubblico o dalla responsabilità penale — e mantenere un nesso causale chiaro tra condotta del debitore e nascita del debito. Ne consegue che esistono categorie di obbligazioni che non rientrano nella procedura. Parlerò qui da avvocato che riceve persone a Agrigento, con esempi concreti tratti dal territorio, per spiegare cosa è mito, cosa è realtà e cosa fare subito.
Mito → Realtà → Cosa fare: i debiti pubblici e fiscali
Mito: “Tasse e cartelle esattoriali si sanano con il piano del sovraindebitamento.”
Realtà: Le obbligazioni fiscali spesso non sono ammissibili quando si tratta di tributi sanciti da riscossione coattiva oppure quando sono connesse a reati tributari. Esistono però casi in cui accordi con l’agente della riscossione (es. dilazioni) e l’intervento giudiziale possono ricomporre la situazione, specie se non sussiste dolo.
Cosa fare: nelle prime 24/48 ore contatta l’ufficio competente per territorio e verifica la natura della cartella. Evita l’errore tipico di ignorare la notifica. Evita anche l’errore di firmare piani di rateizzazione proposti senza consulenza: rischi di decadenza. Molte pratiche si salvano con una comunicazione tempestiva.
Mito → Realtà → Cosa fare: debiti derivanti da reato o dolo
Mito: “Se ho frodato un creditore posso sempre chiedere il sovraindebitamento.”
Realtà: I debiti nati da reato, o da dolo (per esempio truffa o appropriazione indebita), sono esclusi dalla composizione della crisi perché colpiscono beni giuridici protetti. Qui entra in gioco l’onere della prova: il creditore deve dimostrare il dolo; il debitore può dimostrare l’assenza di responsabilità penale o il pagamento parziale.
Cosa fare: raccogli da subito ogni documento che provi la buona fede (corrispondenza, bonifici, contratti). Se un decreto penale o una condanna è pendente, la strada giudiziale può complicarsi. Domanda retorica: vuoi correre il rischio di un rifiuto per mancanza di prova?
Mito → Realtà → Cosa fare: obbligazioni alimentari e sanzioni penali
Mito: “I debiti di mantenimento per figli rientrano nel piano dell’esdebitazione.”
Realtà: Gli obblighi alimentari sono esclusi. Non è possibile cancellare il debito per alimenti attraverso la procedura di sovraindebitamento. Lo stesso vale per multe penali o sanzioni amministrative conseguenti a reati gravi.
Cosa fare: organizza i flussi di pagamento e, se necessario, richiedi al Tribunale competente misure che riducano l’impatto immediato (per esempio piani di rientro specifici). Non trascurare questi debiti: la prescrizione qui ha regole particolari.
Cosa fare nelle prime 24/48 ore (attacco da studio)
Sono seduto con te nel mio studio ad Agrigento e ti dico subito: respira, poi agisci. Le prime 24/48 ore servono a interrompere errori che rovinano tutto. Primo errore: nascondere documenti; secondo: attendere passivamente una diffida; terzo: stipulare accordi informali senza prova scritta. Azioni pratiche: raccogli tutte le comunicazioni (cartelle, ingiunzioni, atti giudiziari), copia gli estratti conto degli ultimi 24 mesi, annota le entrate e le uscite mensili. Se hai ricevere procedure esecutive in corso, segnala immediatamente al legale l’ufficio esecutore e il Tribunale competente. I tempi contano: 24 ore per una segnalazione, 48 per una prima strategia.
Micro-dialogo in studio:
Cliente: “Avvocà, se non pago mi portano via la casa, vero?”
Io: “Non sempre. Ma se perdi tempo, la probabilità cresce.”
Strada stragiudiziale vs giudiziale: quale percorso aspettarsi
Mito: “La via stragiudiziale è sempre più veloce.”
Realtà: La via stragiudiziale (negoziazione con creditori, accordi bonari, piani individuali) può essere più rapida e meno costosa ma richiede l’adesione dei creditori. La via giudiziale (procedura ex Legge n. 3/2012) impone invece un controllo del giudice e può portare a soluzioni vincolanti, ma i tempi e i costi aumentano.
Cosa fare: valuta i fattori che incidono sui tempi: numero di creditori, presenza di creditori pubblici, complessità patrimoniale, eventuali atti esecutivi pendenti. In genere la trattativa stragiudiziale può durare da 1 a 6 mesi, mentre la procedura giudiziale oscilla tra 6 e 24 mesi a seconda delle opposizioni e della mole documentale (range realistico basato su variabili locali e su dati del Ministero della Giustizia – ultimi report disponibili). In provincia di Agrigento, dove i rapporti personali possono favorire accordi, la via stragiudiziale spesso è praticabile ma non sempre risolutiva.
Soldi e tempi: chi paga cosa, rischi, quando conviene
Mito: “Il piano lo paga lo Stato.”
Realtà: Le spese iniziali (onorari legali, perizia se necessaria, indagini patrimoniali) sono a carico del debitore, salvo diversamente disposto. I costi variano in base alla complessità: di solito si va da 500 a 3.000 euro per la fase iniziale; per procedure giudiziali complesse possono esserci ulteriori costi accessori, incluse spese di curatore o custode. Tempi: come detto, 3–24 mesi. Rischi: la mancata collaborazione o la scoperta di atti fraudolenti può portare al rigetto o alla decadenza.
Cosa fare: valuta costi/benefici. Se il patrimonio è esiguo e il creditore può eseguire velocemente, potrebbe non convenire una procedura costosa. Se invece c’è potenziale di ristrutturazione reale e un flusso di reddito stabile, investire nella procedura può essere conveniente.
Numeri utili sparsi: 24/48 ore per le prime azioni, Legge n. 3/2012 anno di introduzione, 1–6 mesi per stragiudiziale, 6–24 mesi per giudiziale, 500–3.000 euro costi iniziali, 5–8 volte menzionerò Agrigento in questo testo perché lavoro qui e conosco il territorio.
Prove decisive: cosa serve e perché
Mito: “Basta dire che non posso pagare.”
Realtà: Non basta. L’onere della prova (cioè chi deve dimostrare cosa) spetta al debitore quando dichiara l’impossibilità di pagare ma deve documentare redditi, spese, tentativi di rinegoziazione e eventuali atti pregiudizievoli subiti. Documenti decisivi: contratti di mutuo, ultime buste paga, ultimi 12 estratti conto bancari, comunicazioni con creditori, sentenze o atti esecutivi, titoli di credito, ricevute di pagamenti effettuati. Esempi realistici: una giovane madre di Sciacca che porta 24 estratti conto e dimostra spese mediche straordinarie; un artigiano dell’hinterland che mostra calo fatturato del 60% documentato da fatture e registri IVA.
Cosa fare: organizza le prove cronologicamente. Compila una tabella delle entrate/uscite mensili e allega documenti giustificativi.
Prescrizione e decadenze (spiegate semplice)
Prescrizione: termine entro cui il creditore può agire per far valere il suo diritto; se scade, il diritto si estingue. Decadenza: perdita del diritto per mancato esercizio di un potere entro un termine, spesso per aver violato condizioni di un accordo.
Ecco una micro-tabella esplicativa.
| Evento rilevante | Termine indicativo | Significato pratico |
|---|---|---|
| Notifica cartella esattoriale | 10 anni (prescrizione ordinaria crediti fiscali varia) | Il credito resta azionabile fino al termine; verificare prescrizioni specifiche. |
| Azione esecutiva su immobile | Termine per opposizione: 40 giorni circa | Scaduto il termine, l’esecuzione prosegue. |
| Richiesta di pignoramento bancario | Termine di impugnazione vari | Va valutato subito per evitare effetti pratici. |
| Sottoscrizione di accordo con creditori | Termine di decadenza per inadempimento: come da contratto | Manca il rispetto delle condizioni e si perde la protezione. |
(NB: i termini variano per fattispecie; rivolgersi all’ufficio competente per territorio o al Tribunale competente per dettagli.)
Tre scenari pratici “se succede X a Agrigento…”
Se ti notificano una cartella esattoriale da Palermo mentre vivi ad Agrigento, non ignorarla: la competenza territoriale può essere rilevante per tempi e modalità di opposizione; il primo passo è chiedere la documentazione e valutare se la cifra è già prescritta; la mancata opposizione può costare molto.
Se un artigiano dell’hinterland di Agrigento subisce pignoramenti su conti correnti e il fatturato è calato del 50% per due anni (danno documentabile con fatture), conviene tentare una soluzione stragiudiziale per ripartire i flussi prima di avviare una costosa procedura giudiziale; portare al tavolo i numeri può convincere i creditori.
Se un piccolo imprenditore riceve segnalazioni negative da banche dati e teme il fallimento, la scelta tra concordato stragiudiziale o procedura ex Legge n.3/2012 dipende da patrimonio e crediti pubblici: se vi sono creditori INPS o Agenzia Entrate, la trattativa si complica; serve una ricognizione patrimoniale e una strategia condivisa con l’avvocato che conosce il Tribunale di Agrigento.
FAQ pratiche (domande che mi fanno in studio)
1) Posso includere tutte le rate del mutuo nel piano di sovraindebitamento?
Dipende: se il mutuo è garantito da ipoteca, la procedura può ristrutturare le obbligazioni ma non sempre estinguere la garanzia; spesso si negozia una ristrutturazione o la vendita assistita. Serve perizia e documentazione del valore immobiliare.
2) Ho debiti con l’INPS: rientrano?
I debiti previdenziali possono essere oggetto di composizione, ma l’inclusione richiede verifiche e il consenso dell’ente o un provvedimento giudiziale; il Ministero competente applica regole specifiche. Prepariamo la documentazione e curiamo i contatti con l’INPS.
3) Quanto costa un procedimento giudiziale qui ad Agrigento?
I costi variano: da poche centinaia per una prima istanza fino a qualche migliaio di euro per procedure complesse (500–3.000 € come range indicativo). Dipende da attività investigative, numero di creditori e possibili contestazioni.
4) Quanto tempo ci vuole?
Se si sceglie la via stragiudiziale si può risolvere in 1–6 mesi se i creditori collaborano; la via giudiziale può durare da 6 mesi a oltre 2 anni in casi complessi (Ministero della Giustizia – ultimi report disponibili fornisce dati per settore).
5) E se non ho documenti bancari perché ho pagato in contanti?
Senza prova scritta è più difficile: il nesso causale va dimostrato con ogni mezzo (testimonianze, registro clienti, fatture); la mancanza di documenti è uno dei rischi principali che porta al rigetto.
6) Come faccio a sapere se conviene procedere?
Occorre una valutazione personalizzata: patrimonio, natura dei debiti, costi e tempi. Se hai reddito futuro sufficiente per un piano sostenibile, spesso conviene; se il danno patrimoniale è imminente e grave, valutiamo strumenti rapidi di tutela.
Se cerchi “avvocato Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? Agrigento” o “assistenza legale Agrigento Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento?” o ti stai domandando “come fare Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Agrigento”, possiamo fissare un colloquio nello studio in centro o in un comune limitrofo. Lì ricostruiremo i numeri reali e decideremo insieme la strada meno rischiosa.
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