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Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Avellino

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# avvocato Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? Avellino

È controintuitivo ma vero: non è vero che il sovraindebitamento cancelli “tutto” come una gomma magica. Perché? Perché le leggi e i giudici distinguono tra obbligazioni che riguardano la sfera patrimoniale negoziabile e obblighi di natura personale o pubblica che, per ragioni di ordine pubblico o natura, richiedono trattamenti diversi. Lo dico qui nello studio ad Avellino, dove vedo ogni settimana persone preoccupate che pensavano di poter azzerare ogni pendenza con un solo ricorso.

Di seguito smonto i principali miti uno per uno, do la realtà pratica e indico cosa fare, con tempi, costi indicativi e prove che servono davvero. Parlo come avvocato che lavora sul territorio di Avellino, tra centro e i comuni limitrofi, e non con frasi fatte: quello che dico è ciò che concretamente propongo ai miei clienti.

Mito 1 → Realtà → Cosa fare: “Tutti i debiti si rientrano nella procedura di sovraindebitamento”

Mito

Molti credono che qualsiasi debito — dalla cartella esattoriale al pignoramento del conto — rientri automaticamente nella procedura.

Realtà

Alcune tipologie di crediti sono, di fatto, difficili o impossibili da cancellare o ristrutturare nella pratica. Tipicamente entrano male o con condizioni stringenti: obblighi di mantenimento (assegni familiari), multe penali e sanzioni amministrative spesso non si cancellano, e certe pendenze fiscali con forme di riscossione coattiva e ruolo consolidato richiedono interlocuzioni specifiche con Agenzia delle Entrate-Riscossione. Inoltre, i debiti derivanti da comportamenti dolosi o reati possono non essere oggetto di esdebitazione completa.

Cosa fare

La prima cosa è mettere tutte le carte sul tavolo: buste paga, ultime 3 ricevute bancarie, eventuali cartelle, e copia delle sentenze se ci sono contenziosi. È importante non ignorare le cartelle esattoriali: una strategia stragiudiziale con l’Agenzia o un ricorso mirato possono essere più rapidi e meno costosi rispetto a procedure giudiziali.

Mito 2 → Realtà → Cosa fare: “Se ho debiti fiscali sono fuori da ogni soluzione”

Mito

Si pensa che i debiti tributari non possano entrare in alcuna composizione.

Realtà

Non è sempre vero: talvolta si riesce a ottenere dilazioni, rateizzazioni o concordati parziali con il fisco, ma qui serve il confronto con l’ufficio competente per territorio e spesso garanzie. La collaborazione preventiva con l’Agenzia delle Entrate o con Equitalia/Agenzia delle Entrate-Riscossione può ridurre interessi e sanzioni; tuttavia ci sono casi in cui la riscossione ha termini e privilegi che complicano l’inclusione nel piano.

Cosa fare

Parlo prima con il cliente, raccolgo la documentazione e valuto se aprire una pratica di negoziazione stragiudiziale o inserire il credito fiscale in un piano giudiziale. Per alcuni clienti di Avellino conviene prima chiedere un incontro all’ufficio locale, raccogliere attestazioni e poi presentare proposta ai creditori: tempi 6–12 mesi se si procede stragiudizialmente; 12–36 mesi se si va per vie giudiziali.

Micro-dialogo in studio

Cliente: “Ma le cartelle che ho sono già al pignoramento, non c’è nulla da fare?”

Io: “C’è sempre qualcosa da tentare, però serve rapidità: prima documenti, poi scelta strategica.”

Prime 24/48 ore: cosa fare subito (e 3 errori che rovinano tutto)

Da Avellino o dall’hinterland, se arrivi in studio con la parola “sovraindebitamento”, le prime 24/48 ore sono decisive. Chiedo subito: elenco dei creditori, ultime buste paga, estratti conto degli ultimi 6 mesi, eventuali pignoramenti in corso, e le cartelle esattoriali. Errori tipici che vedo e che compromettono ogni piano:

1) Ignorare una cartella e sperare che “scada” da sola.

2) Firmare una soluzione rapida proposta da un creditore senza parlarne con l’avvocato (si perde potere negoziale).

3) Non raccogliere prove: senza documenti non dimostri reddito reale né la natura dei debiti.

Agire in fretta: 24/48 ore per la documentazione, poi si decide.

Percorso reale: stragiudiziale vs giudiziale — cosa aspettarsi

Stragiudiziale

È la prima strada che esploro con chi vive ad Avellino: contatto diretto con i creditori, proposta di piano di rientro, possibile sconto di interessi. Vantaggi: tempi più brevi (6–12 mesi medi), costi inferiori (onorari contenuti, spese amministrative minime), riservatezza. Svantaggi: richiede la disponibilità al dialogo da parte dei creditori; se uno dice no, la trattativa può fallire.

Giudiziale

Quando il tavolo negoziale non basta o ci sono pignoramenti e contenziosi, si apre la procedura prevista dalla Legge sul sovraindebitamento. Qui ci sono passaggi formali: deposito della proposta, nomina dell’organismo di composizione, eventuale omologazione giudiziale. Tempi medi: da 12 a 36 mesi a seconda della complessità e del carico istruttorio; costi giudiziali e professionali più alti. Il Tribunale competente (Tribunale competente per territorio) decide sull’omologazione.

Chi paga cosa

Gli onorari dell’avvocato e i costi per perizie o curatori vanno discussi subito: in genere prevedo un anticipo e poi un compenso variabile in base alla complessità; per procedure semplici i costi possono oscillare tra 500 e 3.000 euro, per procedure giudiziali più complesse si sale. Se si ottiene l’omologazione, spesso il piano prevede che il rimborso agli operatori sia scalato su risorse future del piano.

Soldi e tempi: chi rischia, quando conviene

Tempi: attendersi procedure da 6 mesi fino a 3 anni (6–36 mesi). Costi: intervento legale obbligatorio nella fase di predisposizione; anticipo per raccolta documenti e perizie. Rischi: in caso di insolvenza totale e mancanza di prove, il Tribunale può rigettare la proposta; pignoramenti già in corso prolungano i tempi e possono consumare risorse. Conviene quando il rapporto tra credito e capacità di rimborso è migliorabile con un piano sostenibile; non conviene quando il patrimonio è già venduto o i creditori privilegiati (es. banche con ipoteca) hanno posizioni prevalenti che rendono la proposta impraticabile.

Per dati di contesto sull’indebitamento delle famiglie e sul contesto economico uso riferimenti nazionali per ordine di grandezza: Banca d’Italia 2022 e ISTAT 2022 mostrano tendenze che influenzano la disponibilità dei creditori a trattare; il Ministero della Giustizia – ultimi report disponibili aiuta a capire i carichi dei tribunali e i tempi medi.

Prove decisive: cosa serve e perché

Per ottenere una composizione utile servono documenti concreti. Esempi realistici: ultime 3 buste paga, CUD/Certificazione unica, visure bancarie degli ultimi 6 mesi, eventuali sentenze o decreti ingiuntivi, contratti di mutuo, copie di cartelle esattoriali. Per un artigiano di Avellino sono decisive le fatture e i registri IVA; per un dipendente pubblico è fondamentale l’ultima busta paga e l’estratto conto. Senza le prove si perde credibilità: i creditori e il giudice valutano numeri, non solo parole.

Prescrizione e decadenze: termini che non puoi ignorare

Ecco una mini-tabella semplice e pratica (eventi descritti in modo intuitivo):

EventoTermine indicativoSignificato pratico
Azione per obbligazioni civili10 anniTermine ordinario per chiedere il pagamento
Azione per danno da fatto illecito5 anniTermine per agire per risarcimento (indicativo)
Impugnazione atto amministrativo60 giorniTermine per ricorsi amministrativi (regionale/locale)
Recupero crediti tramite ruolo fiscale5 anni (in molti casi)Termine tipico per riscossione coattiva (da verificare)
Decadenza per opposizione a cartella40 giorniTermine per impugnare l’iscrizione a ruolo (procedura)
Durata indicativa procedimento sovraindebitamento12–36 mesiTempo medio per omologazione in sede giudiziale

Questi termini sono indicativi: ogni caso ha regole particolari e il Tribunale competente per territorio a volte applica prassi diverse. Consulto sempre la normativa e il calendario processuale prima di fissare scadenze.

Tre scenari pratici “Se succede X a Avellino…”

Scenario A — Disoccupato con 8.000 euro di debiti da carte revolving.

Una persona in centro Avellino perde il lavoro e ha 8.000 euro su carte revolving: prime mosse, raccogliere ultime 3 buste paga (anche precedenti al licenziamento), estratti conto degli ultimi 6 mesi e dichiarazione di disoccupazione. Spesso conviene iniziare trattativa stragiudiziale; tempi 6–9 mesi per piano sostenibile. Se arrivano pignoramenti, si valuta immediatamente la via giudiziale.

Scenario B — Piccolo artigiano dell’hinterland con ruolo fiscale e debiti INPS.

L’artigiano ha cartelle e debiti contributivi: serve valutare separatamente il debito INPS e le cartelle esattoriali; a volte si apre prima una pratica di rateazione con INPS e Agenzia delle Entrate e poi si inserisce il residuo nel piano. Tempi: 12–24 mesi se tutto fila; costi più elevati se servono consulenze fiscali.

Scenario C — Separazione con assegni familiari non pagati.

Nel caso di assegni di mantenimento non pagati, questi debiti hanno natura personale e sono trattati diversamente; la soluzione del sovraindebitamento potrebbe non consentire l’esdebitazione totale. Qui è fondamentale valutare la posizione del beneficiario e l’ordinanza del giudice familiare: spesso si lavora su soluzioni ibride (rate, accordi di ricalcolo).

FAQ (domande frequenti)

1) Posso inserire una multa amministrativa nel piano di sovraindebitamento?

Dipende: le multe e le sanzioni amministrative spesso non si cancellano, ma possono essere oggetto di accordi particolari in casi limitati. È fondamentale verificare se la sanzione è già iscritta a ruolo e se esistono termini di riscossione ancora aperti. Ogni caso qui ad Avellino lo valuto con la documentazione completa.

2) Quanto tempo ci mette il giudice a decidere una proposta di composizione?

I tempi variano molto: una decisione può arrivare in pochi mesi oppure richiedere 1–3 anni in base alla complessità, alle perizie e alle opposizioni dei creditori. Il Tribunale competente per territorio e il carico degli uffici influenzano i tempi.

3) Chi paga le spese legali e del curatore?

In genere il richiedente anticipa una parte degli onorari e delle spese; il piano può prevedere rimborsi a favore di curatore/organismo di composizione dai flussi futuri. Specifico sempre un preventivo: per procedure semplici tra 500 e 3.000 euro, per procedure complesse costi superiori.

4) Le cartelle esattoriali sono sempre escluse?

Non sempre: alcune possono essere rateizzate o inserite in un piano con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, altre no. È cruciale non aspettare la scadenza: la trattativa preventiva spesso ottiene condizioni migliori.

5) Ho già un pignoramento sul conto, è tardi per agire?

Non è mai troppo tardi, ma la finestra utile si riduce. Conviene muoversi nelle prime 48 ore per bloccare azioni sproporzionate e valutare misure urgenti. In molti casi si riesce a negoziare o a chiedere provvedimenti cautelari.

6) Posso fare ricorso se il mio creditore rifiuta la trattativa?

Sì: se la negoziazione stragiudiziale fallisce, si può tentare la via giudiziale. La procedura prevede garanzie formali e l’intervento del Tribunale competente per territorio. Spiego sempre i pro e i contro ai miei clienti di Avellino prima di avviare un giudizio.

Se vuoi, possiamo fissare un appuntamento nello studio ad Avellino o in videochiamata per mettere ordine ai documenti e decidere la strada migliore. Per il risarcimento/ricorso Avellino per Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? possiamo valutare insieme le possibilità concrete. E se vuoi sapere tempi e costi Avellino: Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? ti preparo un preventivo dettagliato dopo aver visto la documentazione.

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