Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Gorizia
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Ti ho risposto al telefono qualche minuto fa: parliamo chiaro, senza giri.
Ti dico subito la cosa più importante
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Se mi chiedi Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? la risposta netta è: non esiste una lista “tutti o nessuno” valida per ogni caso. Ci sono categorie di obbligazioni che, per norma o per prassi, difficilmente si possono ottenere in un piano di ristrutturazione o cancellazione (oppure entrano ma con limitazioni). Qui ti dico subito le principali, perché a Gorizia come in qualsiasi altra città serve capire subito se il tuo caso può passare per la procedura prevista dalla Legge 3/2012 o se serve un altro percorso.
Dove si inciampa quasi sempre
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Nella confusione tra debiti personali e debiti di impresa; e tra debiti “garantiti” e “non garantiti”. Gli errori che vedo più spesso (e che rovinano tutto) sono tre: aspettare mesi prima di chiedere aiuto, firmare piani proposti da creditori senza verificare (così si perde la leva del Tribunale), e confondere debiti personali con quelli dell’azienda di famiglia (con conseguenze gravissime). Se ti succede qualcosa qui a Gorizia (in centro o nei comuni limitrofi) queste distrazioni possono trasformare un problema gestibile in una perdita di patrimonio.
Cosa non rientra normalmente (e perché)
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- Obblighi alimentari: assegni di mantenimento verso coniuge o figli sono tutelati in maniera particolare; la legge protegge quei creditori e quei pagamenti difficilmente sono cancellabili.
- Sanzioni penali e ammende: multe legate a reati penali non vengono “annullate” dalla procedura di sovraindebitamento.
- Debiti derivanti da reato doloso (truffe, appropriazione indebita): quando il debitore ha agito con dolo i creditori possono ottenere protezioni più forti e il beneficio della procedura è limitato.
- Debiti garantiti da ipoteca o pegno: il credito garantito mantiene il diritto sul bene (la banca può chiedere lo sfratto o la vendita del bene), quindi si può rinegoziare la posizione ma il bene resta potenzialmente a rischio.
- Obblighi tributari particolari: alcune posizioni fiscali (per esempio quelle con pendenze penali fiscali) sono complesse; molte cartelle esattoriali possono essere inserite nel piano, ma dipende dalla natura e dallo stato della riscossione.
- Debiti societari amministrati con responsabilità personale (se sei amministratore che ha responsabilità penale o tributaria) spesso non rientrano.
Come si muove l’altra parte
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I creditori (banche, Equitalia/Agenzia delle Entrate-Riscossione, finanziarie) in genere reagiscono secondo tre linee: chiedono documenti (estratti conto, pignoramenti), propongono rimborsi parziali, o attivano procedure esecutive. In molti casi a Gorizia vedrai prima la telefonata del creditore, poi la lettera raccomandata, infine l’atto di pignoramento (se il debitore non si muove). Se arrivi da me avvocato Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? Gorizia lo valutiamo subito per fermare il primo passo esecutivo.
Cosa fare nelle prime 24/48 ore
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Non aspettare: prendi appuntamento, raccogli tutto quello che hai (contratti di mutuo, ultime 6 buste paga, cartelle, sentenze, avvisi di mora). Agisci così: fotografa o scansiona i documenti, non buttar via le raccomandate, non vendere beni grandi di corsa (spesso è un errore che peggiora la posizione). Errori tipici che vedo: pagare solo alcuni creditori e ignorarne altri (così ti indebolisci), negoziare da solo con la banca senza aver verificato la reale posizione giuridica del conto, ignorare pignoramenti perché “passerà”.
Primo dialogo in studio
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Cliente: "Ho ricevuto una cartella, posso perder casa a Gorizia?"
Io: "Calma, vediamo i documenti; molte volte si guadagnano 30–60 giorni per fermare l’esecuzione e valutare il piano."
Percorso reale: stragiudiziale vs giudiziale
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Stragiudiziale. Si prova a trattare prima fuori dal Tribunale: contatti con i creditori, proposta di ristrutturazione, piano negoziato. È più veloce (tempi medi 1–6 mesi) e costa meno, però richiede la collaborazione dei creditori. A Gorizia questo passaggio spesso funziona con banche locali o finanziarie che preferiscono un accordo piuttosto che perdere tempo in udienze.
Giudiziale. Se non si trova un accordo si apre la procedura davanti all’ufficio competente per territorio (Tribunale). Qui si deposita il piano (piano del consumatore, accordo di composizione) e si chiede l’omologazione. I tempi possono variare: in casi semplici 6–12 mesi, in casi complessi 12–24 mesi (dipende da contenziosi, numero di creditori, valore dei beni). Il Tribunale valuta: se approva, il piano diventa vincolante e blocca molte esecuzioni.
Soldi e tempi: chi paga cosa, rischi, quando conviene/non conviene
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Le spese legali e per perizie sono a carico del debitore in prima battuta; la procedura può prevedere contributi per il curatore o il professionista che segue il piano. Range realistico di spese legali: da qualche centinaio a qualche migliaio di euro (500–5.000 €) a seconda della complessità, del numero di atti e della necessità di perizie. A volte i creditori contribuiscono alle spese di procedura (se conviene a tutti chiudere). I rischi: perdere tempo e poi trovarsi con pignoramenti già avviati (se non si blocca subito la procedura), o vedere i beni vincolati se si trascura la tutela patrimoniale. Conviene aprire la procedura quando il rapporto tra debiti e redditi (buste paga, pensioni, rendite) mostra che una ristrutturazione può dare sollievo; non conviene se ci sono debiti esclusi come quelli penali o obblighi alimentari incontestabili.
Prove decisive: cosa serve e perché
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Per costruire un piano solido servono documenti che diano la fotografia reale della tua esposizione: estratti conto bancari (ultimi 12 mesi), contratti di mutuo e finanziamento, cartelle esattoriali, sentenze esecutive, avvisi di pignoramento, tre ultime buste paga o modello CUD/Certificazioni Uniche, visure catastali (se ci sono beni immobili). Queste carte servono per calcolare il rapporto debiti/reddito, per dimostrare eventuali spese mediche o eventi eccezionali, e per convincere il Tribunale che il piano è realizzabile. In genere chiedo 6–10 documenti principali già al primo incontro.
Prescrizione e decadenze (semplice)
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C’è differenza tra prescrizione (quando il diritto si estingue per il tempo) e decadenza (perdita del diritto per non aver esercitato una facoltà entro un termine). Per i crediti vigono termini diversi: la prescrizione ordinaria civile è 10 anni (Codice Civile art.2946), ma ci sono termini più brevi per particolari azioni. Qui una micro-tabella che ti aiuta a orientarti:
| Evento | Termine indicativo | Significato |
|---|---|---|
| Azione ordinaria per credito civile | 10 anni (Codice Civile) | Scaduto il termine, non si può più chiedere il pagamento in giudizio |
| Titolo cambiario (cambiale/assegno) | 3 anni | Azione cambiaria più breve; attenzione alle date sulla cambiale |
| Cartella esattoriale (riscossione) | 10 anni (Agenzia delle Entrate‑Riscossione) | Termine di riscossione della pretesa fiscale |
| Opposizione a decreto ingiuntivo | 40 giorni (norme procedurali) | Termine per proporre opposizione e non perdere la possibilità di difesa |
Tre mini-scenari: se succede X a Gorizia…
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1) Se ricevi una cartella esattoriale e sei pensionato qui a Gorizia: fermati, rispondi entro i termini, porta la documentazione in studio. Possiamo chiedere una dilazione o valutare se la cartella è prescritta: spesso l’INPS (dati nazionali 2023) e le pensioni implicano tutele particolari, ma serve la visura aggiornata.
2) Se la banca in provincia di Gorizia ha già intimato pignoramento sul conto: agire nelle prime 48 ore può bloccare l’esecuzione (con provvedimenti d’urgenza o proponendo un piano stragiudiziale). Il tempo è cruciale: se aspetti mesi, le somme potrebbero essere già trasferite al creditore.
3) Se hai debiti da lavoro autonomo e confondi quelli personali con quelli aziendali: prima verifica se la tua posizione è personale o societaria. Se è personale puoi valutare la procedura di sovraindebitamento; se è societaria potrebbe servire una situazione concorsuale diversa. A Gorizia capita spesso nelle imprese familiari: servono documenti contabili e le ultime dichiarazioni fiscali (Ministero della Giustizia – ultimi report disponibili suggeriscono varietà di esiti).
FAQ (domande frequenti)
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1) Posso inserire tutte le cartelle esattoriali nel piano?
Dipende: molte cartelle sì, soprattutto se non sono già impugnate con sentenza passata in giudicato. Bisogna verificare la natura del credito (tributario o penale) e se è già iniziata esecuzione forzata. L’Agenzia delle Entrate‑Riscossione applica termini di riscossione che influenzano le scelte.
2) Se ho una casa ipotecata, la perdo automaticamente?
Non automaticamente. Il credito garantito mantiene il diritto sul bene; si può proporre un piano che contempli la vendita concordata o la ristrutturazione del debito con la banca. Se la banca preferisce l’esecuzione, può portare alla vendita; per questo serve una trattativa anticipata.
3) Quanto costa aprire la procedura in Tribunale?
I costi variano: ci sono onorari professionali, eventuali perizie e contributi al curatore. Indicativamente si può andare da poche centinaia a qualche migliaio di euro (500–5.000 €), a seconda della complessità, del numero di creditori e della necessità di consulenze tecniche.
4) Quanto tempo ci vuole per avere un piano omologato?
Dipende dalla via scelta: stragiudiziale 1–6 mesi, giudiziale 6–24 mesi nei casi più complessi. Il Tribunale competente per territorio valuta la fattibilità e la sostenibilità del piano.
5) Se ho debiti derivanti da truffa (sono la vittima), posso recuperarli nel piano?
Se sei vittima non è un debito che hai creato: la situazione cambia. Se, invece, hai debiti per attività sanzionate o dolose li troverai difficili da includere. Ogni situazione va esaminata: porta le prove in studio.
6) Come faccio a sapere se conviene aprire la procedura o concordare fuori dal Tribunale?
La scelta nasce da un’analisi costi/benefici: redditi (buste paga, pensioni), valore dei beni, natura dei debiti (es. obblighi alimentari esclusi), comportamenti dei creditori. In genere in studio in 1–2 incontri (anche a Gorizia) si riesce a farsi un quadro chiaro e a scegliere la strada più pratica.
Se vuoi, portami tutta la documentazione che hai (cartelle, buste paga, contratti): ti do la mia valutazione concreta, punto per punto, e capiamo insieme se il percorso è praticabile qui a Gorizia o nell’hinterland. Se stai cercando come fare Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Gorizia o cerchi assistenza legale Gorizia Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento?, prendiamo un appuntamento e lo facciamo sul serio — senza promesse miracolose, ma con passaggi chiari e concreti.
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