Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Matera
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Se sei seduto nel mio studio a Matera, ti propongo due strade davanti a te: cercare un accordo stragiudiziale, trattare tutto fuori dal Tribunale, o imboccare la via del giudizio e chiedere l’intervento del giudice. Scegliere è come decidere se riparare una macchina con il meccanico del paese o portarla in officina specializzata in un’altra città: entrambe le strade possono portarti a guidare di nuovo, ma con tempi, costi e rischi molto diversi.
Io sono un avvocato che lavora sul territorio di Matera. Parlo come se fossimo seduti uno di fronte all’altro. Pragmatico, ma non freddo. Ti spiego subito cosa non rientra nel sovraindebitamento e cosa fare per evitare errori che compromettono ogni soluzione.
Prima mossa da studio: due domande e una scelta pratica
Se hai debiti e vieni qui, ti faccio due domande nette: chi sono i creditori? E qual è la natura del debito? Se i debiti sono verso banche, finanziarie o privati, la strada stragiudiziale può funzionare; se sono debiti fiscali o contributivi con lo Stato, spesso non puoi conteggiarli nello stesso modo. Se succede che hai esposizioni con l’INPS o con Equitalia (oggi Agenzia delle Entrate-Riscossione), allora la soluzione cambia. Ti dico questo perché non tutti i debiti entrano nelle procedure di sovraindebitamento.
Prescrizione: è il termine oltre il quale il diritto a pretendere il pagamento non è più esercitabile (es. 10 anni per alcune obbligazioni civili, ma dipende).
Decadenza: è la perdita del diritto per mancato esercizio di un’azione nel termine stabilito (es. mancata impugnazione).
Nesso causale: il legame tra il comportamento del debitore e la formazione del debito; serve per dimostrare responsabilità o innocenza.
Onere della prova: chi afferma un fatto deve dimostrarlo; spesso tocca al debitore provare la sua situazione economica e al creditore provare l’esistenza del credito.
Cosa fare nelle prime 24–48 ore (e quali errori evitano il tracollo)
Se arrivi tardi, perdi posizione. Se arrivi subito, difendi opzioni.
Prime azioni pratiche in studio: raccogliere documenti e bloccare azioni in corso.
Errori tipici che rovinano tutto: non conservare estratti conto, ignorare le comunicazioni ufficiali, continuare a prendere prestiti per “tenere a galla” la situazione. Un altro errore comune è firmare accordi improvisati senza verificarne la sostenibilità.
Breve lista operativa:
- Blocca iniziative che aggravano la posizione (contesta ingiunzioni se ci sono vizi formali).
- Raccogli estratti conti, contratti, buste paga e documenti della casa.
- Non pagare ogni richiesta pur di comprare tempo senza prima valutare insieme la sostenibilità.
Tempi utili da tenere a mente: agisci entro 24–48 ore per le contestazioni formali, valuta offerte in 7–14 giorni lavorativi. Qui a Matera la rapidità conta: tra centro e comuni limitrofi la distanza dalle sedi può costare ritardi.
Due strade: stragiudiziale o giudizio — passaggi, tempi e cosa aspettarsi
Se scegli la strada stragiudiziale, allora apriamo trattative con i creditori o proponiamo un piano di ristrutturazione fuori dal Tribunale. Questo percorso richiede documentazione e buona volontà da parte di chi ti ha prestato denaro. Tempi medi: 3–12 mesi (dipende da numero dei creditori e complessità patrimoniale). Costi probabili: tra 500 e 3.000 euro per assistenza legale e consulenze tecniche, ma il range dipende da 2–4 fattori: numero di attori, necessità di perizie, pratica di negoziazione e urgenze fiscali.
Se scegli il giudizio, allora depositiamo un’istanza presso il Tribunale competente per territorio e chiediamo l’omologazione di un piano. Questo percorso è più formale. Tempi medi: 12–36 mesi. Costi indicativi: 1.500–8.000 euro, perché incidono oneri per CTU, notifiche, e talvolta la necessità di consulenti finanziari. Il Tribunale competente per territorio valuterà l’ammissibilità. Se il piano è complesso può intervenire un organismo di composizione della crisi.
Se succede che i creditori rifiutano ogni proposta extragiudiziale, allora il ricorso al giudice diventa quasi obbligato se vuoi una soluzione strutturata. Se succede invece che trovi un accordo con la banca, allora salvi tempi e spese, ma perdi qualche leva negoziale.
Fonte e ordine di grandezza: per le durate processuali e i tempi di iscrizione ipotecaria si possono consultare i report del Ministero della Giustizia – ultimi report disponibili; per l’impatto occupazionale locale usiamo dati nazionali e regionali quando necessario (ISTAT 2022).
Soldi, chi paga cosa, e quando conviene (o no)
Chi paga le spese della procedura? Spesso il debitore anticipa onorari e perizie; in alcuni casi i costi sono poi ripartiti nella proposta omologata, ma non è scontato. Rischi concreti: pignoramenti sulla busta paga, ipoteche sulla casa, segnalazioni alle centrali rischio. Quando non conviene procedere? Se il valore delle attività è già insufficiente a coprire le spese di procedura e i creditori non hanno margini, allora aprire una causa può solo consumare risorse.
Indicatori pratici: se il debito totale supera di molto il reddito disponibile e le prospettive di ripresa sono basse, la strada giudiziale può essere costosa e lunga. In certi casi la soluzione più rapida è una composizione stragiudiziale che riduca quote e allunghi i termini.
A Matera, come in molte province, la scelta dipende anche dalle dinamiche locali del mercato del lavoro: se hai un contratto stabile o una pensione, certe soluzioni sono più praticabili; se sei lavoro saltuario tra centro e hinterland, le banche valutano diversamente la sostenibilità.
Prove decisive: cosa serve e perché
Se succede che hai un debitore che ti accusa di aver contratto prestiti senza motivi, allora serve documentare il nesso causale: perché hai preso il prestito? Spesso bastano fatture, contratti, ricevute di lavori o spese mediche. L’onere della prova è tuo per dimostrare la reale situazione reddituale e patrimoniale; il creditore invece deve provare l’esistenza del credito. Documenti decisivi: estratti conto bancari (ultimi 24–36 mesi), contratti di mutuo, sentenze di pignoramento, buste paga, certificati catastali della casa, visure camerali se sei un’impresa. Senza questi documenti perdi credibilità e il diritto ad accedere a soluzioni più favorevoli.
Esempio concreto: se contestano la somma di un finanziamento, una copia firmata del contratto e l’estratto conto che mostra le rate sono prove immediate; la mancata conservazione può costare la perdita della contestazione.
Prescrizione e decadenze in parole semplici (micro-tabella)
| Evento | Termine indicativo | Significato |
|---|---|---|
| Richiesta di pagamento non sollecitata | 10 anni (per obbligazioni civili ordinarie) | Prescrizione: dopo il termine il credito non è più azionabile |
| Opposizione a ingiunzione | 40 giorni | Decadenza: scade il termine per opporsi e perdere l’azione |
| Impugnazione atto tributario | 60 giorni | Decadenza: termine per reagire agli atti amministrativi |
| Presentazione proposta di composizione | Variabile | Tempistica che incide sulla possibilità di sospendere azioni esecutive |
Nota: i termini possono variare in base al tipo di credito e alla normativa; per dettagli si fa riferimento al Codice Civile e al Ministero della Giustizia.
Tre mini-scenari realistici (Se succede X… allora Y)
Scenario 1 — Se succede che ricevi un’intimazione di pignoramento a Matera per un prestito scaduto: allora la prima cosa da fare è non ignorarla. Chiamami o vieni in studio entro 48 ore. Possiamo chiedere la sospensione temporanea e verificare se sussiste vizi formali nell’intimazione. Se esistono errori nelle notifiche o addebiti non dovuti, spesso si riesce a bloccare l’esecuzione e guadagnare tempo per una proposta.
Scenario 2 — Se succede che hai più piccoli crediti verso banche e finanziarie e lavori tra il centro e i comuni limitrofi: allora conviene tentare una composizione stragiudiziale che riduca percentuali e allunghi i termini. Questo riduce spese legali e tempi. Ti assisterò nella negoziazione diretta con le controparti o con un organismo di composizione.
Scenario 3 — Se succede che il debito è con l’INPS o con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nell’hinterland di Matera: allora la strada è più tecnica. Alcuni debiti verso la pubblica amministrazione non sempre rientrano nelle stesse tutele previste per i debiti privati. Serve un’analisi puntuale e spesso un ricorso amministrativo prima di andare in giudizio. Preparare bene la documentazione e rispettare i termini è cruciale.
Micro-dialogo in studio:
Cliente: "Ho fatto tutto da solo, ora ho solo avvisi e panico."
Io: "Bene che sei venuto; fermiamo il panico e mettiamo ordine ai documenti."
Tempi e costi: chi paga e perché (numeri utili)
- Tempi medi per trattativa stragiudiziale: 3–12 mesi.
- Tempi medi per procedura giudiziale: 12–36 mesi (Ministero della Giustizia – ultimi report disponibili).
- Costi legali indicativi: 500–3.000 € per stragiudiziale; 1.500–8.000 € per giudiziale, a seconda di complessità e perizie.
- Termine utile per contestare ingiunzioni: 40 giorni.
- Documentazione utile da portare: ultimi 24–36 mesi estratti conto e buste paga.
- Percentuali di riduzione negoziabile: varia per caso e credito, dipende da numero creditori e merito della proposta.
Se non esistono dati locali aggiornati a Matera sui costi medi, utilizzo come ordine di grandezza quelli nazionali e regionali che emergono dai report professionali e dal Ministero della Giustizia.
Sei risposte rapide (FAQ)
1) Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento?
Debiti verso lo Stato per alcune tipologie tributarie o contributive possono avere regole diverse e in molti casi non si cancellano con la stessa procedura prevista per i debiti civili; inoltre obbligazioni derivanti da reati penali non rientrano. Ogni posizione va verificata: qui a Matera ti aiuto a distinguere subito le casistiche.
2) Posso fermare un pignoramento in corso?
Sì, a volte si può chiedere la sospensione o proporre un accordo che induca il creditore a desistere. Serve tempestività (idealmente 24–48 ore). Se il pignoramento è già esecutivo, valutiamo opposizione e vizi formali.
3) Quanto costa avviare una procedura di sovraindebitamento?
I costi variano in base alla complessità: da poche centinaia a migliaia di euro; considera anche spese per perizie e CTU. Valuto con te il rapporto costo/beneficio prima di iniziare.
4) Serve sempre il tribunale?
No. Se i creditori accettano, si può chiudere tutto stragiudizialmente. Tuttavia l’omologazione giudiziale dà certezza maggiore ma aumenta tempi e costi.
5) Quanto contano le prove?
Molto. Senza estratti conto, contratti firmati e documenti che dimostrino il nesso causale e la situazione reddituale, la proposta perde efficacia. L’onere della prova è cruciale.
6) Dove devo presentare le istanze se sono di Matera?
Ti rivolgi al Tribunale competente per territorio. Per alcuni adempimenti ci si avvale anche dell’ufficio competente per territorio per notifiche e pratiche amministrative; io seguo personalmente la procedura fino all’omologazione o alla chiusura negoziale.
Se vuoi, fissiamo un incontro nel mio studio a Matera. Ti aiuto a capire quale strada conviene prendere e quali debiti effettivamente non rientrano nel sovraindebitamento. Se cerchi come fare Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Matera, parliamone con i tuoi documenti qui in mano; se invece ti serve assistenza legale Matera Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento?, posso prendere in carico il caso e accompagnarti nei tempi e costi Matera: Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento?
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