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Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Siena

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# Due strade, stessi errori

Seduto davanti a me in studio, il bivio è chiaro: si può provare l’accordo stragiudiziale con i creditori o si può andare in giudizio. È come scegliere se curare una ferita con una benda e riposo, oppure ricoverarsi e un intervento. Entrambe le scelte hanno senso. Entrambe possono peggiorare se fatte male.

Lavoro a Siena e vedo spesso lo stesso schema. In centro, in periferia o nei comuni limitrofi chi arriva porta carte e preoccupazioni. La scelta pratica non è ideologica. È numeri, tempi, carte, incontri con l’ufficio competente per territorio e un poco di fortuna. Se scegli l’accordo e i creditori sono disponibili, allora puoi risparmiare tempo e costi. Se vai in giudizio e perdi, allora potresti trovarti con esecuzioni e spese maggiori.

Micro-dialogo in studio:

Cliente: «Avvocato, posso proprio togliere tutto?»

Io: «Dipende da cosa c’è nel pacchetto di debiti. Non tutti i debiti sono uguali.»

Se succede che arrivi una cartella fiscale e non hai strumenti, allora la strada si restringe. Se succede che hai solo consumi e carte revolving, allora l’accordo stragiudiziale spesso è praticabile.

Che debiti non rientrano nel sovraindebitamento? La risposta concreta passa per categorie, non per slogan.

Cosa fare nelle prime 24/48 ore

Agisci subito. Metti insieme le carte. Hai tempo limitato per evitare errori che rovinano la pratica. Primo errore tipico: ignorare le comunicazioni delle agenzie esattoriali per settimane. Secondo errore: firmare proposte di saldo stralcio senza leggere come restano garantiti i mutui o le ipoteche. Terzo errore: parlare del proprio caso pubblicamente o sui social, attirando telefonate aggressive.

Nelle prime 24/48 ore raccogli: buste paga, estratti conto degli ultimi 12 mesi, copie di cartelle esattoriali, contratti di mutuo, visure catastali, eventuali sentenze o pignoramenti. Non buttare nulla. Prenota una visita allo studio o all’ufficio competente per territorio. Se sei di Siena, posso aiutarti a capire cosa serve per il primo incontro e dove portarlo.

Percorso reale: stragiudiziale vs giudiziale

Se opti per la via stragiudiziale, si tenta un accordo diretto con i creditori o con un mediatore. I passi: analisi dei crediti; proposta scritta; incontro con i creditori; firma degli accordi. Tempi medi: una trattativa semplice può chiudersi in 2–6 mesi; le trattative complesse vanno oltre. Costi: spese legali e di mediazione, spesso in un range 500–3.000 euro a seconda della mole documentale e degli incontri. Rischio: un creditore garantito (mutuo, ipoteca) può comunque procedere con l’esecuzione se l’accordo non blocca la garanzia.

Se prendi la strada giudiziale, il tribunale valuta piani di composizione o liquidazione. I passaggi principali: deposito dell’istanza; nomina del professionista delegato; udienze e omologa. Tempi giudiziali variano molto. Ministero della Giustizia – ultimi report disponibili indica che l’iter effettivo può richiedere da 6 mesi a oltre un anno a seconda del carico e della complessità del piano. Costi comprensivi di onorari e spese possono essere più alti della media stragiudiziale. Rischio: pignoramento e vendita forzata se il piano non riesce o se il debitore omette informazioni.

Quale scegliere? Se i creditori ragionevoli sono pochi e vuoi salvare il patrimonio immobiliare, allora l’accordo può bastare. Se le pretese sono molte, contraddittorie o c’è una situazione soggetta a contestazioni, allora il giudice offre strumenti più strutturati ma più lunghi.

Soldi e tempi: chi paga cosa, rischi, quando conviene/non conviene

Chi paga i costi della procedura? Generalmente il debitore sostiene gli onorari professionali e le spese vive. Nei casi giudiziali il professionista delegato o il curatore ha diritto a compensi che il tribunale approva. In alcuni piani è previsto che una parte dei proventi paghi anche le spese di procedura. Tempi: per una composizione stragiudiziale 2–12 mesi, per una omologa giudiziale 6–24 mesi (dipende da fattori come numero di creditori, esistenza di garanzie reali, opposizioni). Quando non conviene: se i costi legali superano il beneficio previsto dal piano o se hai debiti esclusi che non possono essere trattati, la procedura può non essere conveniente.

Debiti che spesso non rientrano o sono difficili da includere

  • Debiti per obblighi alimentari e mantenimento: generalmente non estinguibili con piani di sovraindebitamento.
  • Debiti derivanti da responsabilità penali (multe penali, ammende) e sanzioni per reati: difficilmente soggetti a estinzione.
  • Debiti garantiti con ipoteca o pegno: il creditore può eseguire; la garanzia resta un vincolo forte. Anche se il piano prevede pagamenti ridotti, il creditore garantito mantiene strumenti di tutela.
  • Debiti fiscali e contributivi: non sempre esclusi, ma l’inclusione richiede l’intervento e l’accettazione di Agenzia delle Entrate-Riscossione o INPS; spesso sono trattati separatamente e hanno regole di priorità. Consultare INPS/Ministero dell’Economia è necessario.
  • Debiti derivanti da dolo o frode: se il credito è basato su comportamento doloso, il giudice può escluderlo dalla procedura.

Prove decisive: cosa serve e perché

Le prove sono il cuore della procedura. Buste paga recenti e ultimi 3-6 mesi di estratti conto mostrano la sostenibilità. Contratti di mutuo e visure catastali provano garanzie su immobili. Cartelle esattoriali e avvisi di accertamento devono essere in originale o copia conforme. Se hai ricevuto pignoramenti, la documentazione del Tribunale competente è fondamentale. Per le persone che lavorano a progetto o in nero, servono dichiarazioni e pagamenti certificati: più chiara è la fotografia delle entrate, più solida è la proposta. Senza prove non si convince né il creditore né il giudice.

Prescrizione e decadenze spiegate semplice

La prescrizione è un termine oltre il quale il creditore non può più esercitare l’azione. In generale la prescrizione ordinaria delle obbligazioni civili è di 10 anni (Codice Civile, art. 2946). Per tasse e contributi ci sono termini differenti e più brevi o più lunghi secondo le norme fiscali. È fondamentale verificare per ogni singolo debito se il termine è già decorso. Qui una micro-tabella per orientarsi:

EventoTermine indicativoSignificato
Obbligazioni civili ordinarie10 anni (Cod. Civ. art. 2946)Il credito si prescrive se non esercitato
Richieste di pagamento con titolo esecutivovariaL’esecuzione conserva termini propri
Cartelle esattoriali (in generale)termini d’azione varianoServe verifica caso per caso con Agenzia
Azione di opposizione a decreto ingiuntivotermini procedurali breviRichiede risposta rapida per non decadere
Esecuzione immobiliareprocedimenti con termini variDipende dalla fase esecutiva in corso
Richiesta di omologa pianoprocedura giudizialeTermine dipende dal calendario del tribunale

Tre mini-scenari: “Se succede X a Siena…”

Se succede che ti arriva una cartella esattoriale da 25.000 euro mentre lavori in una piccola attività a Siena, allora la prima cosa è non ignorare la notifica. Vai allo sportello competente o prenota una consulenza in studio. Serve vedere se quella cartella è prescritta, se ci sono errori formali, e se l’Agenzia è disposta a piani di rateazione; spesso un dialogo veloce blocca le azioni più pesanti. Preparare un piano con 6–12 mesi di documenti aiuta a impostare una trattativa credibile.

Se succede che hai un mutuo ipotecario su un immobile in centro a Siena e tredici carte di credito in sovrapposizione, allora la questione è la garanzia. L’accordo stragiudiziale può prevedere rinegoziazione delle carte e un piano per il mutuo, ma l’ipoteca resta: il creditore del mutuo può chiedere l’esecuzione. Se il patrimonio immobiliare è essenziale per la famiglia, spesso conviene puntare su una procedura giudiziale ben istruita.

Se succede che un imprenditore dell’hinterland presenta ricorso per sovraindebitamento con crediti di fornitura, contributivi e qualche sanzione amministrativa, allora il tribunale esaminerà le priorità. I debiti contributivi e fiscali richiedono notifiche e verifiche con INPS e Agenzia delle Entrate; la strada migliore è documentare tutto in modo chiaro e precoce, perché l’omologazione dipende dalla credibilità del piano e dalle prove fornite.

SEO e parole chiave utili

Se stai cercando come fare Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento? a Siena, ti serve una verifica documentale speditiva e la valutazione delle garanzie. Per “tempi e costi Siena: Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento?” sappi che i range realisticamente vanno da pochi mesi a oltre un anno e i costi dipendono dall’iter scelto e dalla complessità. Se cerchi assistenza legale Siena Quali debiti non rientrano nel sovraindebitamento?, posso offrirti un primo colloquio per capire priorità, scadenze e documenti da raccogliere.

Domande frequenti (FAQ)

1) Posso inserire tutte le mie tasse nel piano di sovraindebitamento?

Spesso le tasse e i contributi possono essere trattati, ma non automaticamente: è necessario coinvolgere l’Agenzia delle Entrate-Riscossione o l’INPS e dimostrare la fattibilità del piano; le amministrazioni pubbliche hanno priorità e possono proporre soluzioni diverse dalla mera estinzione totale.

2) Un debito garantito con ipoteca può essere cancellato dal piano?

La garanzia reale rimane un vincolo: il piano può prevedere vendite o rinegoziazioni, ma non annulla l’ipoteca senza accordo del creditore garantito o senza liquidazione che permetta il pagamento della garanzia.

3) Quanto tempo serve per ottenere l’omologa del piano in tribunale?

Dipende: la procedura può chiudersi in 6–24 mesi a seconda del numero di creditori, delle opposizioni e del carico delle cancellerie; il Ministero della Giustizia – ultimi report disponibili evidenzia forti variabilità territoriali.

4) Cosa rischio se firmo un accordo stragiudiziale e poi non rispetto i pagamenti?

Il creditore può rimettere in azione le procedure esecutive; inoltre perderai la credibilità negoziale e pagherai spese aggiuntive. È fondamentale che l’accordo sia sostenibile dalle tue reali entrate.

5) Quali prove servono per dimostrare la tua situazione a Siena?

Buste paga, estratti conto ultimi 6–12 mesi, contratti di mutuo, visure catastali, cartelle e avvisi ricevuti, eventuali sentenze o pignoramenti. Senza questi documenti non c’è base solida per una proposta.

6) Quanto costa rivolgersi a un avvocato qui a Siena?

I costi variano: per una prima analisi documentale e una proposta stragiudiziale si può partire da qualche centinaio di euro; per procedure giudiziali i costi aumentano e possono raggiungere range più alti, sempre commisurati alla complessità e alle ore di lavoro necessarie.

Se abiti a Siena o nell’hinterland, posso fissare un appuntamento per valutare il tuo fascicolo. Non prometto miracoli. Prometto chiarezza, numeri e passi concreti. Se succede X, allora facciamo Y — e lo faremo con metodo.

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