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Quali sono le cause per ottenere un risarcimento per mobbing? a Siena

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Hai appena chiamato e mi hai detto che non ce la fai più; te lo scrivo qui come te lo direi allo sportello, senza troppi fronzoli: sei convinto di essere vittima di mobbing e vuoi sapere se hai diritto a un risarcimento. Ti parlo da avvocato che lavora sul territorio di Siena, vedo queste situazioni spesso, e voglio essere pratico: ci sono cause che danno diritto al risarcimento e altre che non bastano da sole. Ti spiego come muoverci, cosa raccogliere subito e cosa rischi.

Ti dico subito la cosa più importante

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La questione centrale è questa: il risarcimento per mobbing nasce se puoi dimostrare un danno ingiusto causato da comportamenti sistematici o reiterati sul lavoro finalizzati a isolarti, denigrarti o costringerti ad andartene. Non basta un episodio singolo o una litigata: serve un quadro di condotte ripetute, con effetti reali su salute, carriera o retribuzione. A Siena mi è capitato di assistere persone con referti medici per ansia, visite specialistiche e certificati di malattia: quei documenti, uniti a testimonianze e alle buste paga, diventano il cuore della prova.

Dove si inciampa quasi sempre

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Gli errori che vedo più spesso nelle prime settimane rovinano le possibilità di vittoria. Primo errore: cancellare messaggi o non salvare mail ricevute; spesso, per fretta, si elimina la conversazione incriminata. Secondo errore: non andare dal medico o dal psicologo subito, pensando “passerà”; così perdi referti che dimostrerebbero il nesso tra condotta e danno. Terzo errore: parlare male con colleghi o inviare comunicazioni infuocate; questo può rendere meno credibile la tua versione.

Cosa fare nelle prime 24–48 ore

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Nei primi due giorni fatti queste cose, senza aspettare. Salva tutte le mail e gli sms, fai screenshot delle chat di lavoro e del registro presenze, stampa le buste paga degli ultimi 12–24 mesi. Prenota una visita dal medico di base e, se già soffri di ansia o insonnia, chiedi un riferimento per una visita specialistica o uno psicologo. In questo arco temporale evita confronti scritti che possano sembrare ritorsivi: la prudenza è prova anche questa.

Numeri utili che ti danno subito un’idea

  • entro 24–48 ore: tempo utile per mettere al sicuro messaggi e documenti;
  • 7–14 giorni: ideale per la prima visita specialistica e raccolta referti;
  • 30 giorni: tempo per considerare una prima lettera formale al datore di lavoro;
  • 60 giorni: termine utile indicativo per verificare avvio di procedure interne (varia);
  • 6–12 mesi: media di una trattativa stragiudiziale complessa;
  • 1–3 anni: possibile durata di una causa civile in prima istanza (ordine di grandezza);
  • 10 anni: prescrizione ordinaria per molte azioni civili (Codice Civile, art. 2946);
  • onorari indicativi: 500–6.000 euro come range orientativo, dipende da complessità, testimoni e documentazione.

Come si muove l’altra parte

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Il datore di lavoro tende a muoversi su due binari: difesa tecnica (documenti, contratti, note disciplinari) e gestione dell’immagine interna. In genere prova a limitare la prova: cancella conversazioni, non conserva registri o sposta incarichi, sperando che la vittima si stanchi. Capita anche che proponga un accordo economico rapido per evitare pubblicità e spese legali. A Siena, in centri storici e nell’hinterland, molte imprese preferiscono soluzioni veloci per non compromettere rapporti commerciali o rapporti con i fornitori locali.

Percorso reale: stragiudiziale vs giudiziale

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La via stragiudiziale spesso è la prima tappa: inviamo una lettera formale all’ufficio competente per territorio o all’azienda, chiedendo chiarimenti, conservazione delle prove e, se possibile, una conciliazione. Qui i tempi medi vanno da qualche settimana a 6–12 mesi; i costi rimangono contenuti se si riesce a chiudere con un accordo. Se la controparte nega tutto o rifiuta il confronto, si apre la fase giudiziale. In tribunale il procedimento civile sul risarcimento può durare 1–3 anni in prima istanza, più eventuali appelli. Aspettati istruttorie con testimoni, consulenze tecniche mediche e perizie sul danno. Il Tribunale competente sarà quello indicato dalla legge in base alla sede di lavoro e al contratto; a Siena il caso viene trattato dal Tribunale competente per territorio.

Soldi e tempi: chi paga cosa, rischi, quando conviene/non conviene

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Chi paga le spese legali? Se perdi, di solito sostieni i tuoi onorari e una parte delle spese di giudizio; se vinci, il giudice può condannare la controparte al pagamento di spese legali, ma non copre sempre tutto. Le procedure stragiudiziali costano meno, ma possono portare a risarcimenti più bassi. I tempi giudiziali sono più lunghi ma possono portare a riconoscimenti più completi: risarcimento per danno patrimoniale (retribuzione persa), danno non patrimoniale (sofferenza, salute) e, se prova l’illiceità, eventuali sanzioni disciplinari per l’azienda. Conviene tentare la strada stragiudiziale quando le prove sono forti e la controparte mostra disponibilità; conviene procedere giudizialmente quando le prove sono chiare ma la controparte nega tutto o quando serve un pronunciamento ufficiale (es. tutela della reputazione professionale).

Prove decisive: cosa serve e perché

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Decisive sono: mail e chat di lavoro che mostrano intenzionalità o reiterazione; documenti che attestano spostamenti di incarichi o esclusione da riunioni; buste paga che fotografano cali di retribuzione o perdite di benefit; referti medici e certificati di malattia che collegano lo stato di salute al contesto lavorativo; testimonianze di colleghi che confermano episodi ripetuti; registri di performance o note disciplinari preesistenti. Per esempio, ho seguito un caso a Siena dove una serie di email interne e tre referti medici hanno dimostrato il nesso tra delegittimazione continua e sindrome ansioso-depressiva: senza quegli elementi la causa sarebbe stata molto più debole.

Micro-dialogo in studio

Cliente: "Mi sento perseguitata, non so più che fare."

Io: "Primo passo: mettiamo insieme tutte le prove, dalle mail alle visite, così capiamo se si configura mobbing e se conviene andare avanti."

Prescrizioni e decadenze (tabella sintetica)

Evento → Termine → Significato

EventoTermine indicativoSignificato
Azione civile per danno10 anni (Codice Civile, art. 2946)Termine ordinario per far valere diritti patrimoniali
Impugnazione del licenziamento60–180 giorni (varia in base a procedura e accordi)Termine per contestare il licenziamento; verificare il caso specifico
Richiesta tutela sanitaria (INAIL/INPS)Tempistiche varianoPresentare referti e denuncia per valutazione riconoscimento
Conservazione prove aziendaliSubito, entro 24–48 oreSalvare mail, chat, documenti prima che vengano modificati
Ricorso amministrativo (se previsto)Termine variabileAlcuni percorsi prevedono tappe amministrative obbligatorie
Accordo stragiudizialeNessun termine fissoDipende dalla disponibilità delle parti; utile non procrastinare

Tre scenari realistici “se succede X a Siena…”

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Scenario 1 — Se il dirigente ti esclude dalle riunioni e ti toglie responsabilità: annota subito date e episodi, salva inviti alle riunioni annullati o mail che mostrano lo spostamento di incarichi. Questa documentazione, unita alle buste paga che mostrano eventuali perdite di retribuzione, è il primo mattoncino per un ricorso. A Siena troveremo testimoni fra colleghi che lavorano in centro o nei comuni limitrofi.

Scenario 2 — Se ricevi note disciplinari successive a critiche legittime: valuta la sequenza temporale. Se le note arrivano dopo una contestazione e non sono fondate, possono essere parte del quadro di mobbing. Conviene raccogliere documenti e chiedere le registrazioni in ufficio competente per territorio; a volte una contestazione disciplinare mal gestita apre la strada a un buon accordo stragiudiziale.

Scenario 3 — Se inizi ad avere problemi di salute correlati al lavoro: vai dal medico e chiedi i referti entro pochi giorni. Le certificazioni sanitarie raccolte nel tempo sono spesso decisive. A Siena posso affiancarti per ottenere la documentazione necessaria e per valutare eventuali richieste a INAIL o INPS, se la patologia è riconosciuta come lavoro-correlata.

Se ti chiedi dove andare a parlare, in città o nell’hinterland, il mio ufficio è disponibile per una prima valutazione: si guarda la documentazione, si stima la probabilità di successo e si decide il percorso migliore.

FAQ — le sei domande che mi fanno più spesso

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1) Posso ottenere risarcimento senza testimoni?

Sì, ma diventa più difficile. Documenti scritti (mail, chat, buste paga), referti medici e report aziendali possono sostituire parzialmente le testimonianze. La credibilità complessiva della prova è decisiva.

2) Quanto costa iniziare una causa?

I costi iniziali possono essere contenuti se si procede con una lettera e una mediazione; indicativamente si parte da poche centinaia di euro per valutazione e invio di diffida, fino a qualche migliaio se servono consulenze e perizie. Dipende da fattori quali numero di consulenti, durata della causa e spese per CTU.

3) Che ruolo hanno i medici e gli psicologi?

Fondamentale: referti e perizie specialistiche stabiliscono il nesso causalità/danno. Senza una correlazione clinica è difficile quantificare il danno morale o biologico.

4) È meglio accettare un’offerta economica dell’azienda?

Dipende. Se l’offerta è congrua rispetto al danno e hai necessità rapide (tempo, cassa), può essere sensato. Se l’offerta è bassa e vuoi un riconoscimento pubblico o giuridico, valuta la via giudiziale.

5) Quanto tempo ci mette una mediazione a Siena?

Dipende dalle disponibilità delle parti e dall’ufficio competente; mediamente qualche settimana a qualche mese. La mediazione può evitare anni di giudizio.

6) Dove devo presentare i documenti?

Inizialmente al tuo avvocato; se si procede, alcune istanze passano per l’ufficio competente per territorio o per il Tribunale competente. A Siena verificheremo l’ufficio competente e i documenti richiesti.

Se cerchi aiuto concreto su come muoverti, ricordati questa frase chiara che mi hanno detto in studio: «Non voglio solo vendetta, voglio tornare a dormire la notte.» Se vuoi, fissiamo un incontro e mettiamo insieme le carte. Se stai cercando un avvocato per la query "avvocato Quali sono le cause per ottenere un risarcimento per mobbing? Siena" o vuoi sapere "tempi e costi Siena: Quali sono le cause per ottenere un risarcimento per mobbing?" o ti serve capire "come fare Quali sono le cause per ottenere un risarcimento per mobbing? a Siena", puoi contattarmi: lavoro ogni settimana con persone che vivono in centro a Siena e nell’hinterland e posso seguirti passo dopo passo.

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